Ho appena finito di leggere un altro romanzo per il gruppo di lettura, e come spesso succede, non mi ha piaciuto molto. Però, perfino nel fatto di non amare un libro, a volte ci sono interessanti riflessioni da fare, ed è il caso con questo libro. Il romanzo si chiama, ‘My Friends’, di un autore norvegese, Fredrik Backman. Leggendolo mi sono chiesto se non sarebbe un romanzo per adolescenti, però sembra che non lo sia, almeno secondo le notizie sull’internet. Forse non fosse l’intenzione dell’autore, però per me rimane un romanzo di questo genere. Perché? Soprattutto perché è molto emotivo - perfino troppo. Il lettore si precipita - rozzola - di una scena di emozioni intensi ad oltra, con alcuni passaggi di dialogo adolescente (altro punto che indica il genere) inserti fra le scene. C’è anche il fatto che la maggior parte della storia succede quando i personaggi sono adolescenti.
È un libro che ti forza a sentire, e non a pensare - fatto sospettoso tutto all’inizio, e anche un ritratto molto stereotipato dell’adolescenza.
E infatti, è questo elemento eccessivamente emotivo che mi ha puntato ad un altro tipo di prodotto culturale popolare, le serie Netflix. Ne ho provato uno o due di queste serie, però non sono mai riuscito a terminarne uno. All’inizio le loro intensità emotiva ti afferra e ti spinge avanti, però se ti ritira un po’ di questa emozione, ti rendi conto che l’intreccio rimane debole, che i legami che intrecciano insieme le varie fasi dell'azione non reggono all’esame. I diversi elementi dell’intreccio si succedono di una maniera un po’ casuale. L’intenzione sembra essere non di costruire una struttura narrativa che si sviluppa, ma piuttosto di costruire una montagna russa emotiva.
Per me, questa tecnica, questa struttura romanzesca è un tradimento della forza della letteratura, una resa ai correnti moderni direttivi della cultura popolare di rabbia, di indignazione, e di sentimenti esagerati e sdolcinati. No c’è analiza, pensamiento, solamente reazzioni.
Spesso quello che fa avanzare la trama del romanzo per permettere di passare a un altro registro emotivo è l’apparenza fortuita di un nuovo personaggio che dimostra esattamente le qualità necessarie per tornare la trama nella direzione desiderata emotivamente, personaggio che subito sparisce del libro una volta il suo compito terminato. C’è una forte improbabilità in tutto questo. Non può servirsi del Deus Ex Machina ad ogni svolta della trama.
Dal punto di vista dei temi del romanzo, somiglia un po’ al romanzo recentemente letto di Elif Shafak, ‘There are Rivers in the Sky’. Sul tema generale dell’adolescenza, ce ne sono temi specifici che non sono stati trascinati dentro?
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